IMU - anno 2019

Ai sensi dell’art. 1, comma 703 della  Legge 147/2013 (così detta “Legge di Stabilità 2014”) l’istituzione della I.U.C. (Imposta Unica Comunale) lascia salva la disciplina per l’applicazione dell’Imposta Municipale Propria – I.M.U. di cui all’art. 13 del D.L. 201/2011, convertito con modificazioni, dalla  Legge 214/2011 e successive modifiche e integrazioni.  

Presupposto impositivo dell'Imu
Quali sono i soggetti interessati?
Cosa si intende per fabbricato?
Cosa si intende per area edificabile?
Cosa si intende per terreno agricolo?
Cosa si intende per abitazione principale e pertinenze?
Quali sono le esenzioni IMU?
Come si calcola la base imponibile?
Quali sono le riduzioni della base imponibile?
Comodato d'uso in favore di parenti in linea retta di primo grado (genitori e figli)
Quali sono le aliquote?
Quali sono le detrazioni sull'abitazione principale?
Quando e come si versa?
A chi rivolgersi per il calcolo?
Cosa fare se il versamento è omesso o errato?
Come cercare i dati catastali?
Quando e chi deve presentare la dichiarazione IMU?

Presupposto impositivo dell'Imu

L'imposta Municipale Propria è un'imposta patrimoniale che ha come presupposto il possesso di beni immobili (fabbricati, aree edificabili, terreni agricoli), siti nel territorio del Comune, a qualsiasi uso destinati e di qualunque natura.
Sono compresi gli immobili destinati ad abitazione principale classificati esclusivamente nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9 (case di lusso) e relative pertinenze.

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Quali sono i soggetti interessati?

I soggetti interessati sono i titolari dei diritti reali di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, il concessionario nel caso di concessione di aree demaniali, il locatario finanziario per i beni concessi in leasing. 
L'imposta va versata in relazione alla percentuale di possesso ed ai mesi di possesso.

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Cosa si intende per fabbricato?

Per fabbricato si intende l’unità immobiliare iscritta o iscrivibile nel catasto edilizio urbano. E’ considerata parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce la pertinenza catastale.
Il fabbricato in ristrutturazione o in costruzione fiscalmente è un’area edificabile, anche se in area agricola.

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Cosa si intende per area edificabile?

Per area edificabile si intende l’area utilizzata o utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità.
In deroga a quanto stabilito dall’art. 2, lett. b) del D. Lgs. n° 504/1992 è considerata area edificabile l’utilizzazione edificatoria dell’area per demolizione del fabbricato e per interventi di ristrutturazione, restauro conservativo, ampliamento o nuova edificazione ai sensi dell’art. 3 comma 1, lettere c), d) e f) del D.P.R. n. 380/2001.

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Cosa si intende per terreno agricolo?

Per terreno agricolo si intende il terreno adibito all’esercizio delle seguenti attività: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse (così come descritte dall’art. 2135, comma 2 e 3, del Codice Civile).

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Cosa si intende per abitazione principale e pertinenze?

Per abitazione principale si intende l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.
Per "pertinenze" dell’abitazione principale si intendono gli immobili classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate.

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Quali sono le esenzioni I.M.U.?

Gli immobili esenti dall’ I.M.U.  sono elencati nell'art. 11, co. 1, parte quarta del Icona file Regolamento per la disciplina dell'Imposta Unica Comunale (IUC) .

Di seguito si indicano le principali fattispecie:
- Abitazione principale e relative pertinenze, ad eccezione degli immobili iscritti in catasto nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9 (immobili di lusso) e relative pertinenze;
- gli immobili posseduti dallo Stato, nonchè gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dal Comune, dai consorzi fra detti Enti, ove non soppressi, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
- i fabbricati classificati nelle categorie catastali da E/1 ad E/9; 
- i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5bis del D.P.R. n. 601/1973, e successive modificazioni;
- i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, e loro pertinenze, purchè compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione;
- i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli artt. 13, 14, 15 e16 del Trattato Lateranense di cui alla L. n. 810/1929;
- i fabbricati appartenenti agli Stati Esteri ed alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
- gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 73, co. 1, lett. c), del Testo Unico delle imposte sui redditi, di cui al D.P.R. n. 917/1986, e successive modificazioni (Onlus), fatta eccezione per gli immobili posseduti dai partiti politici, che restano comunque assoggettati all’imposta indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’immobile, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché alle attività di cui all’art. 16, lett. a), della L. n. 222/1985;
- fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati;
- fabbricati rurali ad uso strumentale ai sensi dell’art. 23 del D.L. n. 201/2011, convertito nella Legge n. 214/2011, e successive modificazioni ed integrazioni.

L'imposta municipale propria non si applica altresì:
- alla casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, fatta eccezione per le unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (immobili di lusso);
- ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal D.M. Infrastrutture del 22/04/2008;
- all’unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
- all’abitazione posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da cittadini italiani  non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi paesi di residenza. L’agevolazione è applicata ad un solo immobile posseduto in Italia a condizione che non risulti locato o dato in comodato d'uso. 
- alle abitazioni appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative 
edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;

E’, in aggiunta, esente dall’ I.M.U., in quanto equiparata ai sensi del regolamento Comunale (art. 10 comma 2 parte quarta I.M.U.) all’abitazione principale:
l’unità immobiliare e relativa pertinenza posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, e in ogni caso tale assimilazione non trova applicazione per gli immobili di categoria A/1, A/8, A/9..

A decorrere dall’anno 2016, per espressa disposizione della Legge di Stabilità 2016 e come confermato dalle Leggi di Bilancio 2017, 2018 e 2019, risultano esentati dal pagamento dell’I.M.U i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola.

Le esenzioni spettano per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte dalla norma.  

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Come si calcola la base imponibile?

Per i fabbricati
 iscritti in catasto, la base imponibile è determinata dalla rendita catastale, vigente al 1° gennaio, rivalutata del 5% e moltiplicata per i seguenti coefficienti:
- 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A (con esclusione della categoria A/10) e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 (base imponibile= rendita catastale + 5% x 160); 
- 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5 (base imponibile= rendita catastale + 5% x 140);
- 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 e A/10 (base imponibile= rendita catastale + 5% x 80);
- 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (con esclusione della categoria D/5) (base imponibile= rendita catastale + 5% x 65);
- 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1 (base imponibile= rendita catastale + 5% x 55). 
Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale “D”, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, la base imponibile è data dai costi di acquisizione per i coefficienti di attualizzazione stabiliti ogni anno ai sensi dell’art. 5, del comma 3, del D. Lgs. n° 504/92. 
Per i terreni agricoli non posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli la base imponibile è determinata dal reddito dominicale, vigente al 1° gennaio, rivalutato del 25% e moltiplicato per il moltiplicatore di 135 (base imponibile= reddito dominicale + 25% x 135).

Per le aree fabbricabili la base imponibile è costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno d’imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per gli eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato della vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Ai fini dell’individuazione della base imponibile delle aree fabbricabili, la delibera di Giunta Comunale n. 149 del 28/11/2018 determina ai fini IMU i valori minimi di riferimento per l'anno 2019.
Rientrano nella fattispecie di aree edificabili anche gli immobili in corso nuova costruzione, ristrutturazione, ampliamento in area agricola, dalla data di inizio lavori. Per il calcolo del valore dell’area edificabile, si fa riferimento alla determinazione n. 156 del 24/04/2012 con la quale il Funzionario Responsabile del Settore Finanziario ha confermato il contenuto della precedente determinazione n. 822 del 31/12/2007.

L’area è considerata edificabile fino alla prima data che si verifica tra:
- la data di iscrizione al catasto edilizio urbano come fabbricato ultimato;
- la data di fine lavori della pratica edilizia.

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Quali sono le riduzioni della base imponibile?

- Fabbricati di interesse storico ed artistico e Fabbricati inagibili o inabitabili

La base imponibile è ridotta del 50% per le seguenti fattispecie previste dal Regolamento I.U.C. - parte quarta I.M.U.- art. 6, comma 10:
a) fabbricati di interesse storico ed artistico di cui all’art. 10 del Dlgs n. 42 del 22/01/2004;
b) fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. La condizione di inagibilità o inabitabilità può essere accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, oppure il proprietario può presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico del DPR n. 445/2000.

- Fabbricati locati con contratto di locazione abitativa a canone concordato

A decorrere dall’anno 2016, per disposizione della Legge di Stabilità 2016 e come confermato dalle Leggi di Bilancio 2017/2018 e 2019, è prevista una riduzione d’imposta pari al 25% per gli immobili abitativi locati a canone concordato di cui all'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, nonchè dei contratti di locazione transitori e dei contratti di locazione per studenti universitari, ai sensi dell'art. 5, commi 1, 2 e 3 della stessa legge. Per i contratti di locazione abitativa a canone concordato stipulati a decorrere dal 30.01.2018 si deve fare riferimento al nuovo Accordo Territoriale, sottoscritto in data 30.01.2018 dai rappresentanti locali delle organizzazioni maggiormente rappresentative della proprietà edilizia e dell'inquilinato, che sostituisce integralmente il precedente Accordo del 31.05.2005. Il nuovo Accordo Territoriale recepisce la disciplina del D.M. Infrastrutture e Trasporti 16.01.2017. Sono previsti nuovi e diversi adempimenti tra cui l'obbligo di adozione del modello ministeriale di contratto e l'attestazione della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all'Accordo rilasciata da parte di almeno una organizzazione firmataria dell'Accordo. Per il rilascio dell'attestazione gli interessati possono rivolgersi alle seguenti organizzazioni:

  • A.S.P.P.I., Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari - Treviso;
  • A.P.E., Associazione Proprietà Edilizia - Confedilizia Treviso;
  • U.P.P.I., Unione Piccoli Proprietari Immobiliari - Treviso;
  • CONFAPPI, Confederazione Piccola Proprietà Immobiliare - Treviso;
  • CONFABITARE, Associazione Proprietari Immobiliari - Treviso;
  • S.U.N.I.A., Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari - Treviso;
  • S.I.C.E.T., Sindacato Inquilini Casa e Territorio - Treviso;
  • U.N.I.A.T., Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio - Treviso.

I contribuenti che intendano avvalersi dell'agevolazione Imu, devono presentare la dichiarazione Imu, con allegato il contratto di locazione abitativa a canone concordato redatto su modello ministeriale e contenente l'attestazione della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all'Accordo Territoriale rilasciata da parte di almeno una delle organizzazioni firmatarie dell'Accordo stesso.

- Macchinari Imbullonati

Per disposizione della Legge di Stabilità 2016 e come confermato delle seguenti Leggi di Bilancio, è previsto un nuovo regime fiscale per i cc.dd.”macchinari imbullonati” e precisamente: a decorrere dal 01.01.2016, la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D e E, è effettuata, tramite stima diretta, tenendo conto degli elementi di stretta rilevanza immobiliare (suolo, costruzioni, ed elementi strutturalmente connessi) che ne accrescono la qualità e l’utilità. Sono esclusi dalla stessa stima diretta i macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo.
Gli intestatari catastali dei citati immobili, ai fini della rideterminazione della rendita catastale, possono procedere alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale secondo la procedura DOCFA. 

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Comodato d'uso in favore dei parenti in linea retta di primo grado (genitori e figli)

A decorrere dall'anno 2016, per espressa disposizione della Legge di Stabilità 2016, e come confermato dalle Leggi di Bilancio 2017, 2018 e 2019, beneficiano della riduzione del 50% della base imponibile le unità immobiliari, con esclusione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (abitazioni di lusso), concesse in comodato d'uso dal soggetto passivo proprietario o usufruttuario (comodante) ai parenti in linea retta di primo grado, vale a dire a genitori e figli (comodatari), che le utilizzano come abitazione principale, ovvero che vi abbiano la dimora abituale e la residenza anagrafica.

La Legge di Bilancio 2019 ha esteso la riduzione del 50% della base imponibile IMU, prevista per gli immobili concessi in comodato d'uso a parenti in linea retta, anche al coniuge del comodatario in caso di morte di quest'ultimo, con subentro del coniuge superstite in presenza di figli minori.

Tale beneficio è condizionato al ricorrere di precise condizioni e al possesso di determinati requisiti quali:

1) Che il comodante possieda un solo immobile in Italia oppure, oltre all'immobile concesso in comodato, un solo altro immobile adibito  a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (immobili di lusso). Tale limite sul possesso di immobili opera solo con riguardo alle unità immobiliari ad uso abitativo, pertanto il possesso di altri immobili non destinati a tale uso, quali  terreni, aree edificabili, negozi, non impedisce il riconoscimento dell'agevolazione in parola.

2) Che il comodante e il comodatario risiedano anagraficamente nonché dimorino abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato;

3) Che il contratto di comodato d'uso, redatto in forma scritta oppure in forma verbale, sia registrato presso l'Agenzia delle Entrate. A tal proposito si precisa che la registrazione del contratto di comodato d'uso avviene attraverso la compilazione del "modello 69" (istruzioni per la compilazione) e soggiace al pagamento dell'imposta di registro in misura fissa pari ad € 200,00, da effettuarsi con l'apposito modello di pagamento F23.

Tutte le condizioni sopra evidenziate sono necessarie ai fini del riconoscimento dell'agevolazione in oggetto, con la conseguenza che la mancanza di una sola di essa determina l'impossibilità di godere dell'agevolazione.

Qualora il contribuente sia in possesso di tutti i prescritti requisiti, per usufruire dell'agevolazione dovrà produrre all'Ufficio Tributi (a mezzo di presentazione a mani proprie allo sportello, a mezzo mail oppure a mezzo fax) copia dell'avvenuta registrazione del contratto di comodato all'Agenzia delle Entrate.

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Quali sono le aliquote?

Con la delibera di Consiglio Comunale di approvazione del Bilancio di previsione 2019-2021 n. 63 del 19.12.2018 sono state confermate le previgenti aliquote Imu.
Le aliquote IMU per l'anno 2019 sono le seguenti: 
 
TIPOLOGIA ALIQUOTA PER MILLE DETRAZIONI CODICI TRIBUTO
Abitazione principale e pertinenze, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, incluse le equiparate per Legge e Regolamento

IMU non dovuta

   
Abitazione principale di categoria catastale A/1, A/8, A/9 e pertinenze 4

euro 200,00

3912
Per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9

8,6 con base imponibile al 50%

   3918
Abitazioni e pertinenze locate e non locate 8,6   3918
 Immobili locati a canone concordato di cui alla L. n. 431/1998   8,6 con imposta ridotta al 75%    3918
Abitazioni e pertinenze non locate possedute da cittadini italiani residenti all'estero, senza i requisiti di cui al punto successivo 7,6    3918
Unica abitazione e relative pertinenze non locate e non date in comodato d'uso possedute in Italia da cittadini italiani, residenti all'estero, iscritti AIRE e pensionati nei rispettivi paesi di residenza IMU non dovuta    
Fabbricati di categoria catastale C/1, A/10, C/3, D e "D non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati" 7,6   3918: per le categorie C/1-A/10-C/3
3925: per le categorie D
Fabbricati di categoria catastale C/1, A/10, C/3 locati in base ad un contratto di locazione 2016 con canone inferiore di almeno il 20% rispetto al precedente contratto  6,6    3918
Altri fabbricati diversi dalle tipologie precedenti (es: palestre, cappelle private, cat. B, ecc.) 8,6   3918
ATER - Abitazioni regolarmente assegnate 7,6 euro 200,00 3918
Aree edificabili

9

  3916
Terreni agricoli 8,6   3914
Terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali inscritti nella previdenza agricola IMU non dovuta     
Fabbricati strumentali rurali di categoria catastale C/2, C/7, C/6, D/10 IMU non dovuta    
Fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati IMU non dovuta    

E’ riservato allo Stato il gettito I.M.U. derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale “D” calcolato ad aliquota standard dello 7,6 per mille (codice tributo 3925).

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Quali sono le detrazioni d’imposta sull’abitazione principale?

La detrazione d’imposta per abitazione principale è stabilita in euro 200,00 e va rapportata al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione.
La detrazione per abitazione principale si applica nei seguenti casi:
- fabbricati in categoria catastale A/1, A/8, A/9 e relative pertinenze adibiti ad abitazione principale del soggetto passivo. Se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
- alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari o dagli Enti di edilizia residenziale pubblica.

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Quando e come si versa?

Per l’anno 2019 il versamento dell’imposta dovuta è effettuato in due rate:

       • Prima rata in acconto, pari al 50% dell’imposta dovuta, entro lunedì 17.06.2019;
       • Seconda rata a saldo entro lunedì 16.12.2019.

E’ facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta in unica soluzione entro il 17.06.2019.
Solo per gli enti non commerciali il versamento è effettuato in tre rate (Regolamento I.U.C. - parte quarta I.M.U.- art. 13, comma 4).
L’imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso. Il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero.
L'imposta deve essere versata compilando il modello di pagamento F24 utilizzando i codici tributo specifici.
Per i contribuenti non residenti nel territorio dello Stato la normativa prevede altre modalità di versamento dell'I.M.U.

In particolare, il comunicato stampa del 31.05.2012 del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha precisato le modalità di versamento dell'imposta IMU da parte dei soggetti non residenti nel territorio dello Stato. 
Qualora non sia possibile eseguire il versamento tramite il modello di pagamento F24, il contribuente utilizza la seguente procedura: 
1. per gli immobili di spettanza del Comune, il contribuente effettua un bonifico sul conto bancario di Tesoreria comunale intestato al Comune di Roncade presso l'Intesa San Paolo S.p.A. (codice BIC BCITITMM)  utilizzando il codice IBAN: IT45 Z030 6912 1171 0000 0046 404;
2. solo per le categorie D di spettanza dello Stato, il contribuente effettua un bonifico a favore della Banca d'Italia (codice BIC BITAITRRENT) utilizzando il codice IBAN: IT02G0100003245348006108000.
Nella causale del versamento devono essere indicati:
• il codice fiscale o la partita IVA del contribuente o, in mancanza, il codice di identificazione fiscale rilasciato dallo Stato estero di residenza (se posseduto);
• la sigla IMU, il nome del Comune di Roncade, i codici tributo (indicati nella sezione versamenti con modello F24);
• l'annualità di riferimento;
• l'indicazione "acconto" o "saldo". 
Copia delle rivevute di bonifico relative ad entrambe le operazioni (sia per il versamento a favore del Comune sia per il versamento a favore dello Stato) devono essere obbligatoriamente inviate al Comune di Roncade al n. di fax 0039 0422840597 oppure via mail alla pec roncade@comune.roncade.legalmail.it


Non si esegue il versamento quando l'imposta complessiva annua dovuta è inferiore ad € 6,00.

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A chi rivolgersi per il calcolo?

Per il calcolo e la compilazione del modello di pagamento F24 è stato messo a disposizione del contribuente il portale IUC on line.

In alternativa, il contribuente può rivolgersi ad un centro fiscale o ad un professionista.
Il Servizio Tributi del Comune di Roncade, per venire incontro alle esigenze dei contribuenti, predispone i modelli F24 per il pagamento delle imposte Imu e/o Tasi esclusivamente su richiesta dei contribuenti. La richiesta deve essere effettuata entro i primi mesi dell'anno in cui si vuole usufruire del servizio (mese di aprile termine ultimo).
A tal fine e per ulteriori informazioni si prega di prendere contatti con il Servizio Tributi (riferimenti e contatti in fondo pagina).

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Cosa fare se il versamento è omesso o errato?

I contribuenti che non hanno versato l'IMU entro la scadenza prevista possono utilizzare l’istituto del "ravvedimento operoso" e regolarizzare i versamenti omessi o parziali con il pagamento dell'imposta dovuta, degli interessi legali e delle sanzioni in misura ridotta, entro l'anno dalla scadenza del pagamento dell'imposta. 
I contribuenti che hanno versato l’imposta in misura maggiore rispetto a quella dovuta, possono chiedere il rimborso presentando una domanda scritta entro cinque anni dal versamento, a pena di decadenza.
Quando la domanda di rimborso è presentata dagli eredi del contribuente è necessario compilare anche lo stampato di delega.
Non si effettuano rimborsi per importi inferiori ad € 20,00.

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Come cercare i dati catastali?

Il contribuente trova i dati catastali degli immobili posseduti negli atti notarili o nelle visure catastali oppure presso l'Agenzia delle Entrate -Ufficio Provinciale di Treviso con sede a Treviso in via Piave n. 19, oppure dai CAAF abilitati.
Il contribuente in alternativa può collegarsi on-line ai servizi dell'Agenzia delle Entrate.
L'Ufficio Tributi, in relazione alla normativa vigente, non rilascia visure catastali.

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Quando e chi deve presentare la dichiarazione IMU?

Il termine per la presentazione della dichiarazione IMU, da parte dei contribuenti, è il 30 giugno dell’anno successivo alla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, quindi per le variazioni 2018 la scadenza è il 01/07/2019.
I casi per i quali permane l'obbligo dichiarativo sono espressamente elencati nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione IMU (versione editabile).
La dichiarazione IMU, composta da un originale per il Comune e una copia per il contribuente, può essere consegnata presso lo sportello dell’Ufficio Protocollo del Comune o del Servizio Tributi oppure spedita in busta chiusa mediante raccomandata, senza ricevuta di ritorno, al seguente indirizzo: Comune di Roncade via Roma, 53 – 31056 Roncade (TV). 
In alternativa può essere inviata telematicamente tramite posta certificata al seguente indirizzo: roncade@comune.roncade.legalmail.it.
Per gli enti non commerciali la dichiarazione IMU va presentata esclusivamente in via telematica.
La data di consegna o spedizione è considerata come data di presentazione della dichiarazione.
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi a condizione che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta.

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Dove Rivolgersi

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Riferimenti Normative

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Data ultima modifica: 12-06-2019

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