Musestre e Dintorni

Itinerario Musestre e Dintorni
• Partenza: Centro di Musestre
• Lunghezza: 20 Km
• Tempo di percorrenza: 2h 40'

Il percorso ci offre un paesaggio suggestivo e spesso solitario come i paesi che attraversa: Musestre, Bagaggiolo, Ca'Tron, Santa Fosca.
Nel vasto territorio delimitato da queste frazioni si possono osservare parecchie case rurali abbandonate, sono il risultato della massiccia emigrazione che ha causato lo spostamento dei mezzadri e l'abbandono delle tenute.

Partenza dal centro di Musestre

La partenza è posta nel centro del piccolo paesino (via Everdardo, in prossimità della chiesa) di Musestre che prende il nome dall'omonimo fiume.
Oltre che per il trasporto di mercanzie il fiume Musestre era conosciuto, fin dalla prima metà del 1800 per essere la via dei lavanderi, che da Roncade, S. Cipriano e Santa Fosca andavano, con regolare frequenza a Venezia, a prelevare la biancheria sporca per consegnarla poi pulita e lavata nelle limpide acque del fiume.
Iniziamo percorrendo la via centrale che si affaccia immediatamente sul fiume Sile, ci fermiamo ad osservare a dx la confluenza con il Musestre dove un tempo era situato il ponte che consentiva alla strada romana "Claudia Augusta"  di attraversare il fiume Sile.

La leggenda dice che il ponte sia stato distrutto da Attila nella sua invasione, è invece più probabile che gli stessi abitanti di Altino (antico insediamento romano), nel tentativo di arrestar i barbari, fossero i responsabili della distruzione del ponte.
Nei secoli successivi il ponte venne sostituito da una barca traghetto per uomini e carri; è tuttora visibile, poco distante dalla confluenza, lo slargo in cui armeggiava il pontone e la barca del traghetto. Se volgiamo lo sguardo un po' più a sinistra incontriamo il ponte stradale che congiunse Musestre a Quarto D'Altino e che viene chiamato "el ponte de a pedona", cioè ponte pedonabile.
Il ponte è stato costruito nel 1913 e all'epoca della sua costruzione erano ben pochi i viaggiatori che lo potevano attraversare con mezzi diversi dalle proprie gambe.

Proseguiamo costeggiando il Sile in direzione di Bagaggiolo (via Principe), più avanti incontriamo l'Oratorio della "Madonna della Salute" che  fu costruito nel 1837 per sciogliere un voto fatto l'anno precedente in occasione di una delle ricorrenti e terribili epidemie di colera che hanno caratterizzato il secolo scorso.
Narra la leggenda del muratore che demolì il preesistente capitello della Colombina dedicato a S. Pietro e "per tre volte, nel levale la tegola, fu impedito da un vento improvviso allora venuto, e la terza volta rimase accecato". Poco dopo argine e strada si dividono.

Lasciamo a voi la scelta, il comodo e poco frequentato nastro d'asfalto, oppure il faticoso e scomodo argine c he però ripaga da quanto si può poi vedere.
Piu' avanti si può notare la villa e il bianco edificio rurale dell'azienda del Conte Giulaj con la sempre più scolorita meridiana.
Al termine del lungo tratto di argine "vietato ai motori" sbuchiamo proprio di fronte alla chiesetta di Bagaggiolo.
Questa piccola chiesa campestre è modesta nella forma anche se, nelle intenzioni del Vescovo Longhin, doveva essere una "riproduzione fedele dell'artistico oratorio di S. Anna esistente nel castello di Roncade".
La chiesa fu intitolata a "S. Teonisto vescovo e compagni e alla Beata Giuliana di Collalto" ma il popolo, "scartò" i troppi santi a cui era intitolata la chiesa e il nuovo santo, a cui venne dedicata anche la frequentata sagra fu, San Tapparo.

I mezzadri della grande tenuta di Ca'Tron hanno abbandonato il territorio circostante, destino, questo, comune a molto paesi del basso Sile e del basso Piave e, a riprova di cio' permangono molte case coloniche ora dismesse.

Percorriamo il lunghissimo rettilineo di Ca'Tron  che porta, dopo aver attraversato il canale Piovega, verso la chiesa del paesetto.
Pensare che siamo proprio al centro di una vasta area che era sede, fino ai primi del '900, di un grande bosco di roveri (circa 1000 campi).
Il paesaggio della ferrovia Mestre - San Donà(1855) e la prima guerra mondiale portarono alla quasi totale distruzione del bosco. Alla fine del rettilineo ci troviamo di fronte ad un'altra serie di edifici abbandonati (ex azienda agricola). Dietro a questi edifici esiste un bellissimo laghetto contornato da piante secolari. La gestione è affidata agli Alpini di Roncade e nei giorni gestivi della stagione estiva è possibile la visita (9.30 - 19.00 dal 1/5 al 30/9).
Noi proseguiamo oltre Ca'Tron e ci dirigiamo verso Roncade per via Boschi, appena prima del passaggio a livello giriamo a sx, oltrepassiamo una fune metallica e imbocchiamo una stradina sterrata che ci conduce sulla via asfaltata che prendiamo girando a dx (via Piovega che diventa via Stradazza).

Proseguiamo costeggiando lo Scolo Piovega e passiamo il cavalcavia sull'autostrada incrociando la strada principale che collega Roncade a Musestre; la attraversiamo prendendo la stradina asfaltata che abbiamo di fronte (senza nome).
Sulla sx possiamo osservare il capitello dedicato a Santa Fosca da cui prende il nome questa frazione di Roncade. Giriamo a sx e subito a dx per via Pio X.

Seguiamo poi le indicazioni che ci portano alla cappella votiva della Madonna del Monte Berico che si erge in mezzo a un bel prato, guardando la cappella proseguiamo a dx per una strada sterrata che diventa poi sentiero erboso, arrivati in prossimità di un casolare che sembra abbandonato oltrepassiamo il fosso che abbiamo sulla dx sfruttando della tavole che ci consentono il passaggio, giriamo a sx e sbuchiamo in una stradina sterrata che percorriamo costeggiando l'autostrada, sulla nostra dx ci sono dei laghetti utilizzati per la pesca sportiva. La strada sterrata ci conduce in via Treponti, noi svoltiamo a sx e percorse poche centinaia di metri attraversando il ponte sul fiume Musestre, arriviamo nell'omonimo paese.

Data ultima modifica: 06-12-2018

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